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Puntuale come un Ma Va Là di Ghedini ecco che arriva alla  redazione de Il Giornale una lettera di minacce delle Brigate Rosse con  proiettile. Preoccupatissima la fidanzata di Berlusconi, che dice di  aver visto l’attentatore di Belpietro girare attorno alla redazione del  Giornale, mentre stava seduta a leggere il dossier Mitrokin cercando la  prova definitiva che legasse Prodi al KGB e agli Khmer Rossi. Altre voci  indicano il colpevole nel tizio che ha dato uno sberlone a Capezzone,  che tra l’altro si dice essere un componente della Federazione Anarchica  Informale. Il caposcorta di Belpietro nel frattempo spara ad un passero  di passaggio e viene promosso sul campo a sergente maggiore di brigata.  Nessuno invece pensa che Francesco Guzzardi, fantasioso giornalista de  Il Giornale, si sia inviato un’altra lettera di minacce delle BR, dal momento che era impegnato a cospargere  di sangue una cucina Scavolini da piazzare in casa a Fini. Forti  sospetti gravano anche sull’amante omosessuale di Boffo: l’ambiente  frocio è attenzionato anche perché potrebbe trattarsi di una vendetta  trasversale di Nichi Vendola, il quale soleva scrivere missive di  minacce fra una passeggiata in una spiaggia nudista e un bamburger (sì, è  un hamburger di bambino). Alcuni sostenitori di Berlusconi che stavano  spontaneamente manifestando per 80 euro al giorno da quelle parti  riferiscono agli inquirenti di aver notato un losco individuo aggirarsi  nei pressi de Il giornale indossando dei calzini turchese. Ovviamente  fra i sospettati ci sono i Rom che si sono schiantati a 150 all’ora  contro la Panda parcheggiata di Renato Farina, spostandola di qualche  metro e facendo così multare il povero parlamentare colluso coi servizi  segreti (se non lo conoscete leggete quel pezzo, è la bibbia del Fantagiornalismo) (qui un altro link a riguardo). Scagionate di diritto le due milioni di persone nonchè 5% dell’intera popolazione italiana presenti alla manifestazione contro Prodi in una singola piazza nel 2006.  Lo zio di Ruby non è tra gli  indiziati, legittimamente impedito com’è dai troppi problemi in casa  sua.
Nonostante la presenza di vistosi errori grammaticali nella lettera al momento l’indagine sembra non puntare sull’Inside Job.
Desta sconcerto la decisione degli inquirenti di non ascoltare il  supertestimone Pierino, che indica con certezza il colpevole ne Il Lupo.

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    Puntuale come un Ma Va Là di Ghedini ecco che arriva alla redazione de Il Giornale una lettera di minacce delle Brigate Rosse con proiettile. Preoccupatissima la fidanzata di Berlusconi, che dice di aver visto l’attentatore di Belpietro girare attorno alla redazione del Giornale, mentre stava seduta a leggere il dossier Mitrokin cercando la prova definitiva che legasse Prodi al KGB e agli Khmer Rossi. Altre voci indicano il colpevole nel tizio che ha dato uno sberlone a Capezzone, che tra l’altro si dice essere un componente della Federazione Anarchica Informale. Il caposcorta di Belpietro nel frattempo spara ad un passero di passaggio e viene promosso sul campo a sergente maggiore di brigata. Nessuno invece pensa che Francesco Guzzardi, fantasioso giornalista de Il Giornale, si sia inviato un’altra lettera di minacce delle BR, dal momento che era impegnato a cospargere di sangue una cucina Scavolini da piazzare in casa a Fini. Forti sospetti gravano anche sull’amante omosessuale di Boffo: l’ambiente frocio è attenzionato anche perché potrebbe trattarsi di una vendetta trasversale di Nichi Vendola, il quale soleva scrivere missive di minacce fra una passeggiata in una spiaggia nudista e un bamburger (sì, è un hamburger di bambino). Alcuni sostenitori di Berlusconi che stavano spontaneamente manifestando per 80 euro al giorno da quelle parti riferiscono agli inquirenti di aver notato un losco individuo aggirarsi nei pressi de Il giornale indossando dei calzini turchese. Ovviamente fra i sospettati ci sono i Rom che si sono schiantati a 150 all’ora contro la Panda parcheggiata di Renato Farina, spostandola di qualche metro e facendo così multare il povero parlamentare colluso coi servizi segreti (se non lo conoscete leggete quel pezzo, è la bibbia del Fantagiornalismo) (qui un altro link a riguardo). Scagionate di diritto le due milioni di persone nonchè 5% dell’intera popolazione italiana presenti alla manifestazione contro Prodi in una singola piazza nel 2006.  Lo zio di Ruby non è tra gli indiziati, legittimamente impedito com’è dai troppi problemi in casa sua.

    Nonostante la presenza di vistosi errori grammaticali nella lettera al momento l’indagine sembra non puntare sull’Inside Job.

    Desta sconcerto la decisione degli inquirenti di non ascoltare il supertestimone Pierino, che indica con certezza il colpevole ne Il Lupo.

    (via scarligamerluss)

  2. 1 anno fa Note
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